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martedì 17 febbraio 2009

Riordinare l'arte

Lo svizzero Ursus Wehrli ha tenuto una presentazione su cosa significa riordinare l'arte (Tidying up art).


Condivide con noi la sua visione di come dovrebbe essere riordinata l'arte - decomponendo in pezzettini le opere di artisti moderni per poi riordinarli per colore e dimensione.




Lo trovo esilarante :))))))) Guardate il video.









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mercoledì 21 gennaio 2009

Jackson Pollock: uno spledido antistress

Mi è arrivato questo indirizzo: http://www.jacksonpollock.org/




pollock.jpg


Si tratta di un applicazione flash che simula lo stile di Jackson Pollok. Lo trovo molto rilassante.


Si controlla tutto con il mouse (tasto sinistro cambiate colore)


Come artista l'adoro.



giovedì 25 settembre 2008

IO Non Sono Disordinato



APT 133 003.jpg


Oggi mi consolo, dopo aver visto questa foto posso finalmente affermare: "IO NON SONO DISORDINATO". :) (Ecco la serie completa)


Anche io nel mio piccolo non scherzo (guarda qui e qui e ancora qui) ma a questi livelli non ci sono mai arrivato.........ancora.


Confido che con un po' di allenamento e dedizione il record sarà mio.



Sto ascoltando: Where Did You Sleep Last Night dall'album "Unplugged in New York" dei Nirvana


lunedì 22 settembre 2008

Concerto di Shantel - WUK Vienna

Sabato concerto interessante al WUK di Vienna. Interessante sia per la musica sia per il luogo. Il WUK è una vecchia fabbrica ristrutturata in cui hanno luogo mostre, concerti, incontri culturali e cosi via. Ricorda il leoncavallo di Milano con l'unica differenza che il WUK è un pochino più istutizionalizzato (non entro nel merito se sia un fatto positivo o negativo). Anche il pubblico era interessante: era rappresentata ogni generazione. (Presto in arrivo le foto della serata).


Protagonista Shantel e la sua orchestra. Musica balcanica. Una delle loro canoni più famose è Disko Partizani.






Gruppo scoperto grazie ai Gogol Bordello. Il concerto non è stato male, soprattutto il dopo quando Shantel lascia le vesti di cantante per mettere quelle di Deejay.


Sinceramente preferisco i Gogol Bordello, in particolare le loro performance live sono incredibile, ti stordisco per quanto coinvolgenti siano. Qua e qua trovate delle foto.


Una delle canzoni che preferisco è "Start wearing purple" di cui posseggo fiero l'omonima maglietta.






Nota di servizio: guardatevi Everything is Illuminated in cui Eugene Hütz (voce dei gogol bordello) recita.



martedì 9 settembre 2008

Vienna - Bolzano e Ritorno

Tornato ieri da un weekend a Bolzano. Scopo del viaggio partecipare al matrimonio di Ciocci e Bettina.


Qui le foto. Nota positiva ho trovato una nuova "ragazza" (forse per definirla ragazza dovrei aspettare almeno 4 lustri:).


Siamo o non siamo una bella coppia ? :)


Per la prima volta, ho ascoltato attentamente le parole del prete che celebrava la funzione. Persona squisita e si vede che alle cose che dice ci crede, ma mi sembravano cosi campate per aria, senza fondamento, senza solide basi. Sentire parlare di amore, di famiglia, come condurre una vita di coppia appagante da un prete mi sembrava quasi un ossimoro.


La fede non va spiegata. La fede c'è. Ma secondo me molte delle parole di Cristo (o altri suoi pari per altre religioni) sono state travisate, interpretate per soddisfare la nostra mente.


Penso che le religioni siano state create unicamente per tenere l'uomo fermo in un punto. Statico. Impedendogli di "pensare". L'unica cosa rassicurante è che tutte le religioni, o meglio, tutti i profeti sulle cui parole le religioni sono state create dicono più o meno la stessa cosa. Non bisogna cercare al di fuori ma basta cercare dentro di noi e troveremo tutto. Come disse Thorwald Dethlefsen "Come sopra cosi sotto".


Sto partendo per la tangente meglio fermarsi qui. :)


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lunedì 1 settembre 2008

Cracovia Vienna in due giorni

Venerdi alle 22.30 sono partito alla volta di Cracovia (Polonia) per tornare questa mattina alle sei a Vienna. Fantastica città. Ottimo modo per festeggiare il mio genetliaco. Molto bella. Gente cordiale. Una nota su tutte il museo Czartoryskich una collezione privata che annovera tra le sue opere "La dama con l'ermellino" di Leonardo da Vinci e il "Paesaggio con il buon samaritano" di Rembrandt.


In particolare l'ultimo mi ha colpito. La forza che emanava era notevole, soprattutto per me che rimango indifferente a quadri con paesaggi.


Avendo poco tempo, il museo chiudeva alle 16 e siamo arrivati alle 1530 ci siamo concentrati solo sulle due opere sopracitate.


Il titolo del blog non è casuale. Non ho voglia di scrivere e quindi sfrutto la descrizione di cracovia che trovate qua. :)


Abbiamo fatto lo stesso giro e sicuramente Nicco scrive meglio di me. :)


Se volete vedere le foto fate un salto qua.



giovedì 28 agosto 2008

Vienna - Parigi e Ritorno: la sicurezza negli aereoporti

Premessa: sono un imbecille. :)


Sono partito il 20 Agosto per Parigi. Penso di essere l'unica persona che sia in grado di perdere la carta d'identità tra il check-in e il boarding.


La cosa buffa è che sono riuscito a farmi imbarcare presentando solo la patente, che è un documento valido di indentità solo entro i confini nazionali.


Tralascio i particolari, delle maratone che mi sono fatto 5 minuti prima del decollo (un descrizione più o meno accurata la trovate qua). Volevo mettere in rilievo i sistemi di sicurezza e di come il personale non sia assolutamente informato o allo scuro delle normi vigenti.


Millantando conoscenze che non ho, ho convinto gli addetti al lavoro, che la patente - secondo l'ultima direttiva europea - è a tutti gli effetti un documento di identità valido. Direttiva europea inventata di sana pianta.


D'accordo, magari non sembro un delinquente e magari mi hanno anche fatto un favore però, penso, che qualcuno più sgamato posso senza problemi sorvolare molti dei sistemi di sicurezza in un aereoporto.


La prossima puntanta riguarda il consolato italiano a Parigi per ottenere un documento di viaggio (sostitutivo della carta d'identità. :) Un altra piccola odissea.


Qua trovate le foto di Parigi.



martedì 12 agosto 2008

La ragione sragiona


Sto leggendo il libro "La Fine è il mio Inizio" di Tiziano Terzani. Lo trovo illuminante, non solo per le informazioni storiche ive contenute, ma soprattutto per la visione della vita che Tiziano Terzani aveva. (Ricordo che al tempo della stesura del libro un cancro lo stava consumando). copj13.asp" title="copj13.asp">copj13.asp

Riporto un pezzo che trovate nel Capitolo L'Organizzazione a pagina 340.



Viene dall'istinto non dalla ragione. Lo vedi ? La ragione sragiona. È arrivata al limite di se stessa, non ti puoi fidare della regione. Pensa cosa vuol dire "capire". Pensaci bene! Non capisci con la regione. C'é un capire della ragione che rimane in superficie. È soltanto quando fai l'esperienza tu - intima, intuitiva - di quel capire che capisci davvero.



Penso anche io che a volte seguire l'istinto sia l'unica via. È con l'istinto che si capiscono le cose. Intendono con il capire, un capire più profondo che non coinvolge la mente.


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lunedì 11 agosto 2008

Giovanni Allevi: un genio o solo una buona operazione di Marketing ?

Tempo fa pubblicai un post in cui dicevo di aver scoperto (in ritiardo) Giovanni Allevi.

Questo sembra aver scatenato un putiferio: 25 commenti per il mio blog sono un evento senza precedenti e senza "antecedenti" :)


Alcuni dicono che sia solo un bluff altri che sia realmente un genio.


Voi che dite ?


Essendo io, ignorante, posso solo dire se mi piace o no. La sua musica suscita delle emozioni, mi piace il personaggio.

Poi non so dire se è un genio o meno. :)


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venerdì 18 luglio 2008

Filantropia: esiste realmente?

Ieri con un amico stavo riflettendo se la filantropia esiste realmente o se e' una mera attitudine per soddisfare il nostro ego.

Filantropia, etimologicamente indica un sentimento di amore (in greco φιλία, filìa) nei confronti degli esseri umani (in greco ἄνϑρωπος, ànthropos). Nell'uso corrente un filantropo è una persona generosa che fa attività di beneficenza.

Bisogna domandarsi se questi gesti di bontà, non vengano fatti unicamente per soddisfare un nostro bisogno interiore. L'aspettarsi riconoscenza pone il tutto in chiave egoistica.

Mi spiego meglio. Un filantropo non dovrebbe aspettarsi nulla in cambio ma gioire del gesto di per se. Essere contento per il gesto e non essere contento perché l'altra persona ti è riconoscente.

Quante volte molte persone fanno beneficenza e rimarcano il fatto che l'hanno fatta per sentirsi ammirati o che altro.

Apprezzo molto di più, la beneficenza effettuata in anonimato.

Penso, che come diceva il Buddha, non bisogna aspettarsi nulla. Bisogna fare (amare) senza nessuna aspettativa. Facile a dirsi, difficile a farsi. :)

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sabato 14 giugno 2008

Felicità

"L'uomo è sempre alla ricerca della felicità. Questo non è soltanto un suo diritto, ma anche l'impulso più profondo che lo porta ad agire. Tuttavia le vie intraprese sono in gran parte molto inadatte a portare al successo. L'uomo cerca qualcosa che chiama felicità, senza avere un'idea precisa di cosa sia in realtà questa felicità. Si finisce con l'identificare certe cose del mondo esterno con questo desiderato senso di felicità e si ritiene che si sarebbe felici se si potesse entrare in possesso di queste cose.

Comincia ora una caccia interminabile e senza senso. Perché ogni volta che si è raggiunto l'oggetto dei desideri, questo si rivela incapace di dare la desiderata felicità. Chi ha fame, pensa che sarebbe l'uomo più felice di questo mondo se potesse avere tanto da saziarsi. Se arriva ad avere il cibo, comincia a pensare che potrebbe essere completamente felice solo se avesse anche una casa. Entrato in possesso della casa, ne vuole una più grande, tutta sua, col giardino. Arriva ad averli, e ora desidera fama e riconoscimento. Una volta che ha conseguito anche questi, purtroppo viene colpito da una malattia cronica che gli impedisce di essere felice. Curata la malattia, si sente solo e ha bisogno <<>> di persone intorno a sé, per essere felice. Fortunatamente la morte lo libera provvisoriamente da questa faticosa caccia alla felicità.

L'errore sta nel convincimento che la felicità dipenda da cose esterne. Non ci si accorge che le cose del mondo esterno sono piene di fascino solo finché non si possiedono. La felicità non può essere ottenuta inseguendola, non la si può possedere. Felice si può soltanto esserlo. La felicità è uno stato di coscienza, una condizione dell'anima. La felicità è del tutto indipendente dal mondo esterno. La felicità nasce là dove l'uomo riesce ad essere in armonia col mondo. La felicità nasce quando l'uomo diventa consapevole dei suoi compiti e capisce quale grazia sia poter servire.

Il dolore è il polo opposto di felicità, e quindi in fondo è la stessa cosa. Il dolore, per fortuna dell'uomo, fa si che questi non percorra continuamente strade sbagliate. Il dolore fa si che l'uomo non smetta mai di cercare, impedisce la stasi. Il dolore è sempre una via indiretta, ma sempre comunque una via.

Thorwald Dethlefsen
(Il destino come scelta).


lunedì 26 maggio 2008

Le porte della percezione


Ho iniziato a leggere "Le porte della percezione" una raccolta di due saggi (il primo dal titolo omonimo, il secondo intitolato "Paradiso e Inferno") rispettivamente del 1953 e del 1955 ad opera dello strabiliante e irrequieto scrittore inglese Aldous Huxley.
La biografia di questo scrittore è incredibile basti pensare, per esempio, che fu insegnante di George Orwell ad Eton, che conobbe D.H.Lawrence, che viaggiò ripetutamente in Italia, in India, in Centro America e negli Stati Uniti (dei quali rifiutò la cittadinanza dopo essersi strasferito in California nel 1942, in quanto rifiutava di ascrivere il suo pacifismo fra i credi religiosi), che divenne vegetariano e iniziò a meditare, che fece uso di allucinogeni quali la mescalina e l'LSD.

Il testo è suddiviso in due parti: il racconto delle esperienze e l'analisi di esse. Dopo l'assunzione della droga, l'autore nota una vivificazione dei colori che risultano oltremodo sgargianti, e un'inibizione ad agire. Il testo del'opera, misto a continue citazioni e paragoni, tende a dimostrare che la funzione del cervello è di valvola riduttrice delle esperienze che l'organo ritiene inutili alla sopravvivenza dell'individuo.

Che dire il cervello è ancora un mistero. Leggere cose scritte nel 1954 mi fanno capire che non abbiamo fatto grossi passi avanti. Potrebbe benissimo essere un libro del 2000. La cosa che mi fa riflettere è come la nostra percezioni cambi in diverse situazioni. Penso sia una dei motivi che spingono le persone a fare sport estremi. In quei momenti prendi consapevolezza di chi sei o cosa sei. Che su questa terra rimaniamo per un battito di ciglia.

Tutti sanno che non sono immortali ma non penso che tutti la percepiscono realmente.

Vi consiglio di leggerlo. Molto interessante.

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Fonti:
- http://www.ciao.it/Le_porte_della_percezione_A_Huxley__Opinione_706286
- http://it.wikipedia.org/wiki/Le_porte_della_percezione

venerdì 11 aprile 2008

Smettiamo di pensare: il presente come via

Smettere di pensare è una cosa veramente possibile ?

In molte filosofie/religioni orientali è quello che cercano di perseguire con varie tecniche meditative.

Se vi fermate due secondi ad osservare la vostra mente vi accorgerete che potete sentire i pensieri. Sono la voce che avete dentro la testa.

Il pensiero può essere funzionale se impiegato per organizzare la nostra vita tipo:
"comprare il latte"
"domani andare in palestra"

Il pensiero diventa una "calamità" quando si trasforma in un pensiero compulsivo. Un pensiero che ci ripropone situazione del passato o è concentrato sul futuro. Può portare sofferenza facendoci vivere situazioni del passato e può portare paure irrazionali per il futuro.

Imparare ad osservare il pensiero è una via per riuscire a vivere il presente appieno.

Ma se riuscite ad osservare il pensiero. Chi osserva chi ?

Vuol dire che io non sono la mia mente e allora cosa sono ?

Significa che non mi devo identificare con la mia mente ?

Purtroppo non è semplice fermare i pensieri compulsivi. Riuscirci solo anche per pochi secondi è un esperienza appagante di per se.

Vivere il presente è il modo migliore per apprezzare la vita. Non sto parlando di vivere alla giornata. I piani vanno fatti ma senza che questi possano influire sul presente.

Nel presente ci potrebbero essere situazioni spiacevoli. In questo caso le strade sono due:
1) intraprendere le azioni necessarie per cambiare questa situazione
2) se non fosse possibile, accettare la situazione realmente. Prendere atto che al momento la situazione è cosi. Attenzione non sto parlando di rassegnazione. Accettazione.

Purtroppo come vi sareti accorti la mia padronanza della lingua italiano non mi permette di esprime i concetti al meglio. (Sono pure dislessico quindi .... )

Ricordatevi il passato e il futuro sono solo un illusione. (Ci sono dei paper che ne parlano sia dal punto di vista scientifico e filosofico)

Un esempio (un pò forte) che ho letto da qualche parte è il seguente:
Pensate ad un caro che sia scomparso. Giustamente soffrirete per la perdità e cosi via. Ma se riflettete nella situazione presente non c'è sofferenza. Nella realtà non c'è sofferenza. Il pensiero che torna al ricordo ce la provoca.
Questo non significa essere cinici.

Provate a rifletterci.

Vi ha lasciato una/o ragazza/o. Cosa vi fa soffrire nel presente? In questo istante che state leggendo ?

martedì 1 aprile 2008

Cosa significa soffrire?



Ultimamente sto riflettendo molto su cosa sia la sofferenza e cosa significhi soffrire.
La sofferenza è un sentimento personale. Non si può valutare e giudicare i motivi per cui uno soffre. Se uno soffre, soffre e basta. Anche se dall'esterno i motivi ci possono sembrare futili.

Spesso le persone vedono la sofferenza come qualcosa che va confrontato e comparato con altre situazioni.

Le frasi tipiche sono: "Pensa a quelle persone che non hanno un tetto, non hanno da mangiare etc... "

Ovvio che le loro situazioni materiali sono sicuramente peggiori delle mie e di molte altre persone ma la sofferenza è qualcosa che va oltre. E' un disagio psichico.
Forse psichico non è una parola adatta. La sofferenza è più invasiva e si insinua in noi anche a livelli più profondi a cui non so dare un nome.

Ma soffrire non ha sempre e solo connotazioni negative anzi solo soffrendo molto si inizia un percorso interiore per capire cosa siamo, chi siamo e dove andiamo.
Per ottenere ciò però credo che la sofferenza vada vissuta non evitata.
C'è una sottile differenza tra dimenticare dei ricordi dolorosi e superarli.
Se non li risolvi/superi le cause della sofferenza sono sempre la pronte ad uscire alla prima occasione.

Non è facile. Ma bisogna quasi essere grati di soffrire.
Fino a qualche tempo fa io scappavo dal dolore cercando di sopprimerlo con palliativi che nell'immediato riscuotevano l'effetto sperato. Effetto effimero purtroppo.

Che so se mi lasciavo con la mia ragazza cercavo in tutti i modi di "sostituirla" per non sentire la sua mancanza. Per scoprire poi che comunque mi mancava lo stesso.

Per concludere conviene vivere la sofferenza fino in fondo solo così si potrà superare. Per viverla significa accettare i sentimenti che si provano, non evitarli. Senza però che prendano il sopravvento. E' come se dovessimo diventare un osservatore esterno dei nostri pensieri e delle nostre emozioni.

Io la penso cosi. :) Anche se la tentazione di fuggire dalla sofferenza è sempre li in agguato. :D

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martedì 23 ottobre 2007

100 Poster Motivazionali

Qui trovate 100 poster motivazionali. Questo sicuramente è quello che più si adatta a me stesso. Il none nonhovoglia non è stato scelto a caso. :)

Ce ne sono alcuni molto "stimolanti". Li ho messi come sfondo del mio Mac. Ogni giorno uno diverso. Speriamo che a qualcosa servano. :)

Ora mi devo proprio alzare dal divano e iniziare a fare qualcosa di un pochino più attivo.

Cosa ?

Ah bella domanda. :)

Incominciamo coll'alzarci e poi vediamo. :)

mercoledì 5 settembre 2007

Là dove ci si trova

.......
La maggior parte di noi giunge solo in rari momenti alla piena coscienza del fatto che non abbiamo assaporato il compimento dell'esistenza, che la nostra vita non è partecipe dell'esistenza autentica, compiuta, che è vissuta per così dire ai margini dell'esistenza autentica. Eppure non cessiamo mai di avvertire la mancanza, ci sforziamo sempre, in un modo o nell'altro, di trovare ad qualche parte quello che ci manca. Da qualche parte, in una zona qualsiasi del mondo o dello spirito, ovunque tranne che là dove siamo stati posti: ma è proprio là e da nessun'altra parte, che si trova il tesoro.
.........
Martin Buber
(Il cammino dell'uomo)

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Gli opposti

martedì 21 agosto 2007

La vita è dura......a volte

"E' importante che l'uomo non dimentichi mai che un problema indica soltanto la differenza individuale di livello tra una situazione e uno stato di coscienza ed ha quindi il compito di provocare l'uomo a risolvere la situazione facendo un passo avanti sulla sua personale via di apprendimento. Nella vita quotidiana la maggior parte delle persone si comporta come se esistessero problemi <<>>, e inducono quindi volentieri se stessi e gli altri ad accantonarli"

"Tuttavia i processi di apprendimento possono verificarsi, come abbiamo visto, soltanto attraverso la soluzione dei problemi. Dato che la soluzione dei problemi è sempre legata a sforzi e fatiche, gli uomini non cercano affatto i problemi per iniziativa propria, ma devono venire per forza confrontati con essi. In questo modo i problemi rivelano la loro vera natura di ruote portanti dell'evoluzione"

"Colpi del destino e malattie sono quasi sempre soltanto l'aspetto passivo di un processo di apprendimento non volontario. Espresso in poche parole sarebbe: chi non impara, soffre. L'uomo in genere ha molte pretese nei confronti della vita e del proprio destino. Si comporta come se avesse il diritto che tutto gli andasse bene: essere ricco, sano e felice. Quale grottesco disconiscimento della realtà!!. Che cosa dà all'uomo il diritto di avere simili pretese?"

Thorwald Dethlefsen
(Il destino come scelta).


mercoledì 25 aprile 2007

Quando si dice la vità è cattiva

In america un uomo vince un milione di dollari e dopo poche settimane ha scoperto di essere malato di cancro e di avere poche settimane di vita.
Wayne Schenk è morto all'età di 51 anni nella città di Syracuse.
Sul corriere di oggi è comparsa questa notizia.


Mi domando fino a che punto il destino può essere beffardo ? Come di deve essere sentito quest'uomo ? La vita in modo cattivo ci ricorda che i soldi non possono comprare tutto.

martedì 3 aprile 2007

Ode alla vita (Pablo Neruda)

Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca,
chi non rischia e non cambia il colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle i
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare;

chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande su argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli si chiede qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.

(Pablo Neruda)