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giovedì 26 marzo 2009

Mendel dei Libri - Stefan Zweig

Ho appena finito di leggere questo libro. Forse meglio libercolo visto il numero esiguo di pagine: 56. Mi è piaciuto molto e lo consiglio a tutti soprattutto se vivete a Vienna o avete intenzione di venirci. tn_2154_mendel_1217815336.jpeg.jpg


TRAMA


La storia di un uomo che forse non ha letto tutti i libri, ma che tutti li conosce. Il sovrano di un mondo parallelo - un mondo di carta.








SCHEDA LIBRO



Autore: Zweig, Stefan

Titolo: Mendel dei libri / Stefan Zweig ; traduzione di Ada Vigliani

Pubblicazione: Milano : Adelphi, [2008]

Descrizione fisica: 53 p. ; 17 cm.

Collezione: Biblioteca minima ;

23 Numeri: ISBN - 9788845922749

Nomi: Zweig , Stefan Vigliani, Ada Altri titoli collegati: [Titolo originale] Buchmendel

Classificazione: 833.912 - NARRATIVA TEDESCA, 1900-1945


Mendel dei Libri, Stefan Zweig, Euro. 5,50



mercoledì 15 ottobre 2008

Eugenio Scalfari: 84 anni e non sentirli

Intervistato da Daria Bignardi mostra una lucidità e un carisma invidiabile. Lasciando poi stare le opinioni personali e credi politici.






Sono curioso di leggere il suo libro "L'uomo che non credeva in Dio".


Trama



«Io ricordo come cominciò, giocando con le prime idee, i primi libri, le prime ragazze, le prime certezze, le prime paure. Scherzando e litigando tra noi, come i cuccioli quando si rovesciano a terra e lottano muovendosi appena e ringhiando in allegria». Con questo libro Eugenio Scalfari abbraccia per la prima volta l'intera avventura della sua esistenza: a partire dalla stagione magica dell'infanzia, passando per gli anni della formazione (la scoperta della filosofia al liceo di Sanremo, compagno di banco l'amico Italo Calvino), l'educazione fascista, la scoperta della politica, le grandi scelte esistenziali. Fino all'impegno giornalistico, che dura da oltre sessantacinque anni, e al tempo lungo della vecchiaia. Ma ogni ricordo vive e perdura in funzione di una continua tensione intellettuale: l'autore non entra nelle stanze della memoria, se prima non è certo di intravedere dalla soglia il bagliore di un fuoco razionale che possa ampliare il dato autobiografico fino a farsi meditazione sulla vita, sui valori di ogni gesto compiuto. Ogni ricordo è un pensiero: perché vale la pena riordinare la vita tutta intera - con spirito geometrico, sia pur venato di scetticismo - solo se la conoscenza di sé resta il primo passo per comprendere e raccontare gli altri; per mostrare senza infingimenti quali forze, quali ambigui meccanismi regolino il vivere sociale di ogni uomo.




martedì 12 agosto 2008

La ragione sragiona


Sto leggendo il libro "La Fine è il mio Inizio" di Tiziano Terzani. Lo trovo illuminante, non solo per le informazioni storiche ive contenute, ma soprattutto per la visione della vita che Tiziano Terzani aveva. (Ricordo che al tempo della stesura del libro un cancro lo stava consumando). copj13.asp" title="copj13.asp">copj13.asp

Riporto un pezzo che trovate nel Capitolo L'Organizzazione a pagina 340.



Viene dall'istinto non dalla ragione. Lo vedi ? La ragione sragiona. È arrivata al limite di se stessa, non ti puoi fidare della regione. Pensa cosa vuol dire "capire". Pensaci bene! Non capisci con la regione. C'é un capire della ragione che rimane in superficie. È soltanto quando fai l'esperienza tu - intima, intuitiva - di quel capire che capisci davvero.



Penso anche io che a volte seguire l'istinto sia l'unica via. È con l'istinto che si capiscono le cose. Intendono con il capire, un capire più profondo che non coinvolge la mente.


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lunedì 30 giugno 2008

La misura del mondo - Kehlmann Daniel


Iniziato da poco ma promette molto bene. :)

TRAMA

Nel 1828, Gauss, matematico, fisico, astronomo, al momento direttore dell'osservatorio di Gottinga, dove vive con la seconda moglie Minna e i figli, viene invitato da Alexander von Humboldt, esploratore, geografo e scienziato, a Berlino, dove si svolge un congresso di scienziati tedeschi. L'incontro fra due delle menti più geniali della Germania illuminista fornisce all'autore l'occasione di narrare le incomparabili vite dei due personaggi, dall'infanzia al 1828 passando per il viaggio e il trattato che hanno fondato la geografia e la matematica moderne. Un romanzo intelligente, divertente, ricco di humour; il ritratto irridente ma appassionato e devoto dell'epoca di massimo splendore della cultura tedesca.

giovedì 12 giugno 2008

Sbancare il blackjack: ecco come fare 21



Ieri ho visto 21 un film diretto da Robert Luketic basato su una storia vera. Avevo già letto in precedenza il libro e mi era piaciuto molto. Anche il film non è male, ma come sempre il libro è una spanna sopra. :)

TRAMA

Ben Campbell è un brillante ed un po' impacciato studente con un futuro promettente, ma con problemi finanziari che possono ostacolare il suo ingresso all'università. Grazie al suo talento per numeri e calcoli entra nel team di blackjack del MIT, un gruppo di studenti dotati, guidato dal professore e mentore Mickey Rosa. Il team ha elaborato un complesso sistema di conteggio della carte da gioco, che gli permetterà di sbancare i tavoli di blackjack. Il gruppo si reca ogni week-end a Las Vegas dove nel giro di poco tempo guadagna ingenti somme di denaro, ben presto Ben si farà coinvolgere più del dovuto, affascinato dalla scintillante città del vizio, oserà fino a farsi notare da Cole Williams, responsabile della sicurezza che decide di risolvere la cosa con metodi poco ortodossi.

Fonti:
- http://it.wikipedia.org/wiki/21_(film)
- http://www.imdb.com/title/tt0478087/

venerdì 6 giugno 2008

Il lupo di Wall Street (Belfort Jordan)

Un libro interessante. Da leggere tutto di un fiato. A me sta piacendo moltissimo. :))))

TRAMA
Negli anni ‘90 Jordan Belfort ha guadagnato più soldi di quanti riuscisse a spenderne nelle sue leggendarie notti piene di coca, eccessi e squillo di lusso; più di quanti avesse mai osato sognarne ai tempi in cui vendeva carne e pesce nel Queens. Perché a Wall Street, cuore tachicardico della finanza mondiale, niente è impossibile, se sei giovane e affamato abbastanza. E nessuno ha più fame di Belfort, arruolato come semplice telefonista dalla società di brokeraggio LF Rothschild e subito contagiato dalla selvaggia ambizione dei giovani broker che “puzzano di successo lontano un miglio”. Geniale e spericolato, Belfort impara in un lampo l’ambigua arte di spostare mucchi di soldi e felicità, e giunge, nel giro di pochi anni, a fondare la sua società, la potentissima Stratton Oakmont, la “Disneyland dei broker”, dove il denaro si moltiplica senza controllo. Ma non bastano otto Ferrari, la villa più grande degli Hamptons, una moglie trofeo, l’elicottero personale pilotato in stato di ebbrezza, per farti padrone del mondo o, se è per questo, della tua vita. Dipendente da ventidue sostanze diverse, dalle orge, e dal vizio implacabile della grandezza, Belfort si prepara a una caduta più spettacolare persino della sua formidabile ascesa. Cattivo, sincero, irriverente, “II lupo di Wall Street” è la travolgente storia vera del più grandioso e spudorato sogno americano degli ultimi decenni, simbolo di un sistema che esalta e corrompe.

lunedì 26 maggio 2008

Le porte della percezione


Ho iniziato a leggere "Le porte della percezione" una raccolta di due saggi (il primo dal titolo omonimo, il secondo intitolato "Paradiso e Inferno") rispettivamente del 1953 e del 1955 ad opera dello strabiliante e irrequieto scrittore inglese Aldous Huxley.
La biografia di questo scrittore è incredibile basti pensare, per esempio, che fu insegnante di George Orwell ad Eton, che conobbe D.H.Lawrence, che viaggiò ripetutamente in Italia, in India, in Centro America e negli Stati Uniti (dei quali rifiutò la cittadinanza dopo essersi strasferito in California nel 1942, in quanto rifiutava di ascrivere il suo pacifismo fra i credi religiosi), che divenne vegetariano e iniziò a meditare, che fece uso di allucinogeni quali la mescalina e l'LSD.

Il testo è suddiviso in due parti: il racconto delle esperienze e l'analisi di esse. Dopo l'assunzione della droga, l'autore nota una vivificazione dei colori che risultano oltremodo sgargianti, e un'inibizione ad agire. Il testo del'opera, misto a continue citazioni e paragoni, tende a dimostrare che la funzione del cervello è di valvola riduttrice delle esperienze che l'organo ritiene inutili alla sopravvivenza dell'individuo.

Che dire il cervello è ancora un mistero. Leggere cose scritte nel 1954 mi fanno capire che non abbiamo fatto grossi passi avanti. Potrebbe benissimo essere un libro del 2000. La cosa che mi fa riflettere è come la nostra percezioni cambi in diverse situazioni. Penso sia una dei motivi che spingono le persone a fare sport estremi. In quei momenti prendi consapevolezza di chi sei o cosa sei. Che su questa terra rimaniamo per un battito di ciglia.

Tutti sanno che non sono immortali ma non penso che tutti la percepiscono realmente.

Vi consiglio di leggerlo. Molto interessante.

Post correlati:
- Folco e Tiziano Terzani: interviste e ultimo libro

Fonti:
- http://www.ciao.it/Le_porte_della_percezione_A_Huxley__Opinione_706286
- http://it.wikipedia.org/wiki/Le_porte_della_percezione

martedì 11 marzo 2008

Io, l'uomo nero


Pierluigi Concutelli si racconta a Giuseppe Ardica.

Una vita tra politica, violenza e galera.

Concutelli è il comandante militare del movimento politico Ordine Nuovo, l'organizzazione neofascista tra le più pericolose nel panorama dell'eversione politica. Poco meno di vent'anni prima, era un ragazzino che faceva a botte per la politica; simpatie neofasciste, coltivate all'ombra dei reduci della Repubblica Sociale Italiana, gli sconfitti dalla storia e dalla guerra. Il primo arresto arriva nell'ottobre del 1969, ma è nel 1975 che avviene il salto verso la lotta armata. Pochi giorni dopo il delitto Occorsio è la volta della rapina al Ministero del Lavoro. È un colpo che gli serve per finanziare la lotta armata. Ma si aprono le prime crepe. E la notte del 13 febbraio del 1977.1 poliziotti circondano un palazzo nel centro storico di Roma e arrestano l'uomo che si trova nell'appartamento. Concutelli, 33 anni, è in trappola: in manette, davanti alle telecamere della Rai si dichiara prigioniero politico. Su di lui pioveranno quattro ergastoli. Da quel momento per trent'anni, conoscerà solo il carcere. Di galera, per la prima, volta uscirà nel 2003. A 59 anni.


Mi aspettavo qualcosa di diverso. Interessante lo spaccato di vita di quegli anni ma qualcosa non mi ha convinto completamente. Forse il continuo rimarcare di Concutelli che ha evitato stragi, ha salvato persone e cosi via.

I fatti sono molto interessanti soprattutto per un ignorante come me che di quel periodo conosce a mala pena il caso Moro.

Vi consiglio comunque di dargli una letta.

Prima magari guardatevi l'intervista a Pierluigi Concutelli sulla La7.



giovedì 6 marzo 2008

Folco e Tiziano Terzani: interviste e ultimo libro

Girando su youtube ho trovato altre interviste a Folco Terzani figlio di Tiziano Terzani, in cui presenta il libro testamento del padre.
La prima fatta da Fazio durante la trasmissione "Che tempo che fa" e l'atra dalla Dandini la trovate qua.

Ogni volta Folco e' illuminante e fa riflettere su molte cose. Trovo interessante il suo approccio alla vita.

Ora non vedo l'ora di leggere il libro La fine è il mio inizio di Tiziano Terzani.
Tiziano Terzani, sapendo di essere arrivato alla fine del suo percorso, parla al figlio Folco di cos'è stata la sua vita e di cos'è la vita: "Se hai capito qualcosa la vuoi lasciare lì in un pacchetto", dice. Così racconta di tutta una vita trascorsa a viaggiare per il mondo alla ricerca della verità. E cercando il senso delle tante cose che ha fatto e delle tante persone che è stato, delinea un affresco delle grandi passioni del proprio tempo. "Se mi chiedi alla fine cosa lascio, lascio un libro che forse potrà aiutare qualcuno a vedere il mondo in modo migliore, a godere di più della propria vita, a vederla in un contesto più grande, come quello che io sento così forte." Un testo che è il suo ultimo regalo: il nuovo libro di Tiziano Terzani.
Post correlati: Intervista a Folco Terzani

martedì 9 ottobre 2007

Innocente - John Grisham

Trama

L'8 dicembre 1982, nella cittadina di Ada, in Oklahoma, la giovane Debbie Carter viene ritrovata da un'amica sul pavimento della propria casa. È nuda, coperta di sangue, e qualcuno ha scritto parole incomprensibili sul suo corpo. Ada è una tranquilla località del Midwest, dove tutti si conoscono e si ritrovano in chiesa. Nessuno avrebbe mai creduto possibile un omicidio tanto sanguinoso, e la stessa polizia è impreparata all'evento. Per quasi cinque anni il caso rimane irrisolto, fino a quando gli inquirenti non decidono di incriminare Ron Williamson, già noto alle forze dell'ordine per i suoi comportamenti bizzarri, al limite della follia. In "Innocente" John Grisham ricostruisce con la precisione del legale e l'empatia del grande romanziere la vicenda personale e giudiziaria di Williamson. Promettente giocatore di baseball, Ron lascia Ada nel 1971 per trasferirsi a Oakland, in California, come prima scelta della squadra professionistica locale. Sei anni dopo, i suoi sogni si infrangono per colpa di un infortunio al braccio. Rifugiatosi nell'alcol e nelle droghe, tornerà da sconfitto in Oklahoma, incapace di mantenere un lavoro o un qualsiasi rapporto stabile e mostrando progressivi segni di squilibrio. Quando la polizia si convince che è lui l'assassino di Debbie Carter, Williamson non ha modo di difendersi. Non ha denaro per pagarsi un avvocato decente, i suoi concittadini lo guardano con sospetto e la malattia mentale lo rende inabile ad affrontare un processo. Nonostante gridi la propria innocenza,Williamson verrà travolto da una spirale giudiziaria che lo porterà nel braccio della morte, e a un passo dall'esecuzione. Il caso di Ron Williamson ha ossessionato John Grisham per anni, da quando il maestro del legal thriller ha letto incidentalmente la sua vicenda su un giornale locale, decidendo di raccontare per la prima volta un fatto realmente accaduto. Il risultato è una storia umana avvincente e scioccante, pervasa di una forte tensione morale, che arriva a mettere in discussione l'intero sistema legale americano.

Commento
Un libro che si legge facilmente. Le pagine scorrono via senza accorgersene. Ma la cosa più importante che si tratta di una storia vera, ed ancora una volta fa capire come la pena di morte sia inutile e pericolosa. Bistrattiamo tanto il nostro sistema giudiziario ma paragonato a quello degli Stati Uniti ne risulta decisamente vincente.
Sembrano storie che possono accadere solo ai nostri "vicini" e invece possono accadere ad ognuno di noi.
Per finire se avete tempo leggetelo.

martedì 28 agosto 2007

Gli opposti


Contraria sunt complementa
(gli opposti sono complementari)

Questi sono rispettivamente lo stemma e il motto scelto Niels Bohr quando venne fatto nobile in riconoscimento dei suoi notevoli risultati scientifici e per gli importanti contributi alla vita culturale danese. Riconobbe una profonda armonia tra l'antica saggezza orientale e la scienza occidentale moderna. (Per maggiori informazioni potete leggere Il tao della fisica di Fritjof Capra)